Come accade anche nel mondo della tecnologia, le parole inglesi hanno preso il sopravvento nel settore della sostenibilità per spiegare i temi più diffusi: green washing, zero waste, climate change… e altre ancora
Sarà perché sono concise, sarà perché donano un pizzico di importanza in più al concetto che si sta esprimendo, sarà che certi lessici tecnici, mutuati dalla cultura anglosassone, nascono prima nei Paesi anglofoni e poi approdano da noi…
Da questa serie di cause nasce l’effetto che la nostra lingua – anche per la sostenibilità – è stata influenzata e contaminata dai termini inglesi che, ormai, fanno parte del comune parlare in tema di ambiente.
Lo certifica la Cambridge University Press & Assessment, nata dall’unione di Cambridge Assessment – l’ente certificatore della lingua inglese – e della Cambridge University Press, organizzazione attiva nei dibattiti ambientali ma anche nelle azioni di riduzione degli impatti.
Evidentemente, dal momento che gli argomenti sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente sono globali e devono trovare forte attenzione in tutti i Paesi del mondo, la lingua inglese diventa un potente strumento per superare i confini nazionali e per fornire un linguaggio comune.
Così, Cambridge University Press & Assessment si è applicata per trovare 6 parole inglesi legate alla sostenibilità usate – molto – anche in italiano, suggerendo poi i sinonimi o i termi correlati che possono anche aiutare a migliorare il proprio inglese.
Le parole della sostenibilità, in inglese, più usate in italiano
Dal generico e sfruttatissimo green a zero waste, climate change, eco-friendly, plastic free e upcycling; ma anche circular economy, green washing, carbon footprint e, ultimi arrivati ma ormai citatissimi Esg, acronimo che identifica gli obiettivi di sviluppo sostenibile – environmental social governance objectives.
Green è la parola chiave dell’ambiente, scelta per il suo legame con la natura, con il colore degli alberi, delle foglie e dei prati. Il termine viene affiancato ad altri concetti come energy, economy, culture.
Da qui derivano poi i green audit (valutazione delle lacune di conformità ambientale), i greenhouse gas (gas serra), il greenhouse effect (effetto serra), il greening (pagamento ecologico) e il greenwashing (ambientalismo di facciata).
Upcycling
Questa è stata premiata dal Cambridge Dictionary come Word of the year 2019 e indica l’impiego di materiali di scarto, destinati a diventare rifiuti, per creare nuovi oggetti dal valore maggiore rispetto a quello del materiale originale.
Oggi si abbina all’economia circolare che permette di progettare i prodotti dalla loro nascita alla loro fine, consentendo anche il riutilizzo creativo e il miglioramento delle pratiche nei settori dell’arredamento, del design, della moda e del tessile.
Zero waste
Rifiuti zero, per non inquinare è necessario non produrre scarti e rifiuti; una progettazione sempre più circolare permette il riutilizzo del materiale di scarto che diventa una nuova risorsa in un circolo virtuoso e sostenibile.
Le altre parole da conoscere sono poi net zero (equilibrio tra la quantità di gas serra prodotti e la quantità rimossa), carbon zero o carbon-zero (zero emissioni).
Climate change
Il cambiamento climatico, in gran parte imputabile all’uomo e all’utilizzo di combustibili fossili, è al centro delle politiche green ed è collegato a un altro sostantivo inglese: global warming, riscaldamento globale.
Da qui scaturiscono la climate emergency (emergenza climatica), la climate crisis (crisi climatica), il climate strike (sciopero per il clima), i climate migrant o refugee (migranti/rifugiati ambientali).
Eco-friendly
Il termine, nato dall’unione delle parole ecology/ecological e friendly, si può tradurre con amico dell’ambiente e può essere associato a prodotti, stili di vita, pratiche o materiali sostenibili e non dannosi per l’ecosistema.
Un sistema eco-friendly viene certificato dalle eco-label (etichetta rilasciata a servizi e prodotti eco-friendly), dall’ecological footprint (impronta ecologica), dall’ecotourism (ecoturismo), da ecozone (ecozona) ed ecosystem (ecosistema).
Plastic free
La plastica è un materiale fantastico: leggero, innovativo, economico… ma è stata ideata per durare e non per essere usata in prodotti usa e getta. Ogni anno, infatti, vengono consumati in Italia 2,5 milioni di tonnellate di plastica di cui 1 milione sparisce nella raccolta indifferenziata o viene disperso nell’ambiente.
Per questo è nata la filosofia plastic free, che spinge individui e aziende a scegliere e a realizzare prodotti senza plastica. Al materiale è collegato anche il sostantivo plastic footprint, cioè la misurazione della quantità di plastica che ognuno utilizza (e successivamente scarta) considerata in termini di danno ambientale.












