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1 e 2 ottobre: uccelli migratori sotto scacco

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uccelli igratori
Immagine da Depositphotos

È allarme sulle migrazioni degli uccelli. Lo denunciano molte associazioni ambientaliste in occasione della Giornata Internazionale degli uccelli migratori che il calendario Green fa ricorrere proprio il primo e il 2 ottobre 2022.

Quasi la metà delle specie di uccelli selvatici nel mondo è in declino e, una su otto, è a rischio di estinzione a causa dell’espansione e intensificazione dell’agricoltura, della deforestazione e dei cambiamenti climatici.

I dati sono estratti  dalla nuova edizione di State of the world birds, il più importante rapporto al mondo che nella nuova edizione ha preso in esame ben 11mila specie di uccelli.

Pubblicato ogni quattro anni da BirdLife International, di cui la Lipu-BirdLife Italia è partner, il rapporto riassume ciò che gli uccelli ci dicono sullo stato della natura, sulle pressioni esercitate su di essa, sulle soluzioni esistenti e su quelle necessarie.

Attualmente, quasi la metà delle specie di uccelli nel mondo è in declino mentre solo il 6% è in aumento. Sebbene i dati sulle tendenze a lungo termine delle popolazioni di uccelli siano più completi per l’Europa e il Nord America, è sempre più evidente che il declino si sta verificando in tutto il mondo, dalle specie delle foreste e delle zone umide in Giappone ai rapaci in Kenya.

Le cause della migrazione degli uccelli

L’effetto industriale incide fortemente sulla migrazione degli uccelli, ma anche le temperature sempre più alte – fa notare l’associazione Ardea – stanno spostando sempre più in alto il limite arboreo, gli alberi avanzano verso la vetta e di fatto strozzano tutti quegli habitat di cima, ricchi di specie endemiche soprattutto fra le piante e gli insetti.

La riduzione progressiva delle vette e degli ambienti di cima, che anno dopo anno diventano più piccoli e inospitali per gli uccelli migratori, lo sfasamento dei cicli biologici di piante e invertebrati alla base della dieta degli uccelli, possono ulteriormente danneggiare i migratori che usano le vette come oasi in cui rifocillarsi.

Per questo per Lipu una delle azioni più urgenti è la conservazione, la salvaguardia e la gestione efficace dei siti più critici per gli uccelli e la biodiversità – le aree Importanti per gli uccelli e la biodiversità (Iba), oltre 13.600 delle quali sono state identificate da BirdLife International.

Le Iba costituiscono il nucleo di una più ampia rete di aree chiave per la biodiversità e sono sempre più utilizzate per la designazione di aree protette.

Saranno particolarmente importanti per garantire che gli sforzi per espandere le aree protette fino a coprire il 30% della terra e dei mari – così come previsto anche dalla strategia europea per la biodiversità – siano mirati ai luoghi più importanti.

Approfondimento sulla migrazione

Il tema richiede attenzione e c’è chi si sta impegnando a studiare al meglio anche quella che viene chiamata migrazione di andata proprio quella che avviene a partire da fine agosto e in autunno e che vede gli uccelli migratori andare in Africa.

Le informazioni sulla migrazione di andata – sostiene l’Associazione Ardea – risultano incomplete e frammentarie soprattutto quando si tratta di territori posti in aree interne.

Per questo ha preso il via il progetto MigrAndata Cervati (stazione di inanellamento situata sul Monte Cervati a 1880 m.s.l.m.nel comune di Sanza, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni).

Calendari venatori, stop alla caccia a colpi di ricorsi al Tar

Sono molte e gravi le mancanze dei calendari venatori regionali, che superano le date limite e permettono l’abbattimento di ben 17 specie in sofferenza, tra cui la tortora selvatica, specie alpine come il gallo forcello, varie anatre nonché beccaccino, tordo sassello e quaglia“.

Così spiega la Lipu-BirdLife Italia il perché, dopo il ricorso ai tribunali amministrativi, l’apertura della caccia in molte regioni italiane – Umbria, Campania, Sardegna, Sicilia – è stata sospesa in attesa delle nuove pronunce.

Gravi mancanze delle regioni nel predisporre i calendari, troppo lunghi e con caccia alla tortora selvatica e altre specie in grave crisi” confermano gli ambientalisti. Staremo a vedere, certo non si sente la mancanza dei colpi di doppietta…

Crediti immagine: Depositphotos

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