Le fibre naturali non hanno vita facile: la loro origine geografica (provengono principalmente in Asia e Africa) espone la loro produzione a conflitti politici e agli effetti delle alterazioni climatiche.
Secondo quanto riportato nel documento World Natural Fibre Update – January 2023, si registrano flessioni nella produzione di fibre nel corso dell’anno appena concluso con effetti sulle produzione 2023.
In particolare la produzione mondiale di fibre naturali nel 2022 è stimata all’inizio di gennaio in 32 milioni di tonnellate, circa 1 milione in meno rispetto alla produzione nel 2021.
Complessivamente si registra un incremento rispetto il 2020, l’anno buio della pandemia ma la situazione comunque non tranquillizza.
Preoccupa in particolare il cotone la cui produzione mondiale è stimata a 24,2 milioni di tonnellate nel 2022/23 (da agosto a luglio), 700.000 tonnellate in meno rispetto al 2021/22 (dati Icac.org).
Le altre fibre naturali vegetali, certamente non in grado di competere con il cotone in fatto di volumi, se non perdono si mantengono stabili.
Si prevede per esempio un calo della produzione mondiale di iuta di quasi 400.000 tonnellate a causa delle precipitazioni avute durante il periodo della raccolta mentre il lino, pur mantenendo la caratteristica di fibra di nicchia finalizzata al mercato di fascia alta, conferma il trend positivo.
Sul fronte delle fibre animali si registrano lievi ma importanti crescite vista la caratteristica del comparto (scarsi volumi ma ad alto valore di mercato).
La produzione mondiale di lana è prevista in aumento del 5% nel 2022 con 1,09 milioni di tonnellate di fibra, miglior risultato dal 2018, trend favorito dalle ricche piogge che hanno alimentato i pascoli australiani (75 milioni di capi tosati nella stagione 2022/23 contro i 67 milioni del 2020/21.
La tabella seguente, presa dal rapporto di Dnfi, fornisce dettagli maggiori.

È bene non dimenticare che le fibre naturali non hanno vita facile: l’origine geografica (prevalentemente Asia e Africa) espone la loro produzione a conflitti politici e agli effetti delle alterazioni climatiche.
E se pensiamo che sono milioni le persone al mondo che basano la propria vita e il grado di benessere delle loro famiglie su coltivazioni e allevamento di animali da fibra, comprendiamo quanto sia necessario dedicare a questo mondo la necessaria attenzione.
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Aurora Magni: una laurea in filosofia e una passione per i materiali e l'innovazione nell'industria tessile e della moda; è presidente e cofondatrice della società di ricerca e consulenza Blumine, insegna Sostenibilità dei sistemi industriali alla Liuc di Castellanza e collabora con università e centri ricerca. Giornalista, ha in attivo studi e pubblicazioni sulla sostenibilità | Linkedin












