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Lavorare con i cani, arrivano le norme e gli attestati per regolare istruttori, toelettatori e pet sitter

pet worker
Immagine Scuola Agraria di Monza

Sempre più persone decidono di lavorare con i cani, diventando istruttori, educatori, toelettatori o pet sitter. Piano piano, anche norme ed enti di formazione si stanno aggiornando: mentre nascono regole ad hoc grazie agli sforzi dell’Uni, le scuole agrarie propongono nuovi corsi professionalizzanti

Nel 2020, secondo gli ultimi dati disponibili, erano 35.000 in tutta Italia e oltre 500.000 in Europa, con un indotto di più di due milioni a livello nazionale.

Sono i professionisti cinofili, categoria in continua evoluzione che comprende lavori diversi, ma con un punto importante in comune: il contatto diretto con i cani. In Italia, esistono molte associazioni e sigle che seguono il tema, ognuna con dei propri codici di condotta.

Per fare ordine, è stato fondamentale negli ultimi anni il contributo dell’Uni, l’Ente Italiano di Normazione. In particolare, è stato il gruppo di lavoro Professioni cinofile ad attivarsi, operando all’interno della commissione Attività professionali non regolamentate.

Grazie a questo gruppo di lavoro, oggi possiamo contare su diverse norme tecniche che si riferiscono a più professioni, distinguendo ruoli, aree di competenza e requisiti formativi.

Queste norme – dette tecnicamente prassi di riferimento (abbreviato PdR) – sono previste dai regolamenti europei. Introducono prescrizioni tecniche e suggeriscono buone pratiche quando non esistono leggi già definite a livello nazionale o europeo, in questo caso cercando di tutelare i bisogni degli animali.

Regolamentazioni e norme per i pet worker

Uno dei primi ambiti in cui si è arrivati a una regolamentazione di questo tipo è quello degli educatori cinofili e degli esperti cinofili nell’area comportamentale (Uni 11790:2020). L’Uni si è occupata poi dei formatori cinofili (Uni 11846:2022), degli istruttori cinosportivi (Uni 11847:2022) e degli istruttori esperti in interventi assistiti con gli animali (Uni 11848:2022).

Tutte queste professioni possono sembrare simili, ma si riferiscono in realtà a specializzazioni differenti. In generale, ricordiamo che quando si parla di cani gli educatori hanno un approccio cognitivo, che punta a entrare in empatia con l’animale e, se necessario, con il padrone.

L’educatore conosce la psicologia e l’etologia della specie e delle varie razze e indaga le interazioni tra cane e ambiente, per provare a modificarle. L’istruttore, invece, si occupa in modo specifico del binomio persona-cane – per renderlo più efficace possibile – mentre l’addestratore si concentra su competenze ben precise, perfezionando questo binomio con il fine di insegnare dei compiti specifici.

Attività formative per dog sitter – Scuola Agraria di Monza

Ma c’è di più. Quest’anno, con il supporto dell’associazione Ficss Professional, si sta provando a estendere ancora il raggio d’azione, approfondendo innanzitutto la figura del preparatore, che opera nelle Unità Cinofile.

La bozza diffusa dall’Uni per definire la prassi di riferimento prende in considerazione i vari ambiti in cui possono essere impiegati i cani, in collaborazione con le forze dell’ordine, la protezione civile o i servizi di vigilanza: la prima area individuata è quella della sicurezza ausiliaria, la seconda quella forense per l’individuazione oggetti e resti, la terza quella della ricerca e del soccorso.

L’Uni sta anche ragionando su un progetto per una nuova prassi di riferimento legata al ruolo del toelettatore.

“La toelettatura viene definita come quell’insieme di pratiche e metodologie finalizzate all’igiene dell’animale domestico – si legge nei materiali pubblicati dall’Uni – rispettando il suo benessere psico-fisico. Tutto ciò partendo dal concetto che in etologia la toelettatura (in inglese il grooming) indica quel comportamento osservato in molte specie animali, tra cui i mammiferi, i volatili o i primati, per cui un soggetto provvede a ripulire un suo simile dai parassiti: una pratica che sembra avere un’importante valenza sociale e come tale è strettamente collegata al benessere animale“.

Per questo, secondo l’Uni, è necessario che chi opera in questo settore sia formato al meglio, rispondendo a requisiti stringenti. Da questo quadro sfugge forse un’ultima un’attività sempre più richiesta (e ancor meno formalizzata), quella dei dog sitter.

Su questo tema si sta concentrando, insieme ad altri enti, la Scuola Agraria del Parco di Monza. “Siamo un centro di formazione accreditato in Lombardia – racconta a GreenPlanner Paola Martinelli del Coordinamento didattico – e rilasciamo degli attestati di competenza che hanno un valore pubblico, anche nel caso del corso di pet sitter.

In questo caso, infatti, non organizziamo semplicemente un corso in cui la presenza è sufficiente all’ottenimento del certificato finale: al contrario, verifichiamo con attenzione l’acquisizione di abilità specifiche, proprie di questo nuovo profilo professionale“.

Gli aspiranti dog sitter della Scuola Agraria imparano direttamente da veterinari ed esperti cinofili, apprendendo come gestire al meglio il cane e quali strumenti e metodi utilizzare. Il corso combina pratica e teoria, prevedendo anche uscite negli spazi verdi della scuola.

“Crediamo sia importante che chi si ritrova a gestire animali di altri sia un vero professionista, una persona di fiducia che conosca la tecnica. Peraltro, stiamo riuscendo anche a offrire questa formazione gratuitamente – conclude Martinelli – attraverso il programma Gol Garanzia Occupabilità dei Lavoratori e i fondi del Pnrr. La collocazione in quest’ambito è rapidissima e il settore è molto promettente“.

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