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Slow Fish: quanto è sostenibile il mondo alimentare ittico?

città: Genova - pubblicato il:
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slow fishQuanto è sostenibile il mondo ittico? A chi si fa questa domanda potrebbe essere utile partecipare alla nuova tappa genovese di Slow Fish.

Dal 18 al 21 maggio 2017 il porto antico di Genova ospiterà, infatti, Slow Fish, manifestazione ideata da Slow Food, che tratterà, appunto, di tutto il mondo alimentare legato alla pesca. Sul piatto alcuni miti da sfatare.

A iniziare dal consumo di salmone: da molti considerato fondamento della dieta, si tratta di un pesce insostenibile a livello di eco-sistema. Tutto il salmone consumato arriva direttamente da allevamenti in cui per il nutrimento di ogni chilo di salmone sono necessari almeno cinque chili di altri pesci.

A ciò si aggiunge la notevole quantità di farine di origine animale che si sommano alla dieta dei salmoni. Inoltre, per dare il caratteristico colore rosso, che potrebbe far sembrare selvaggio il salmone di allevamento, la legge consente di aggiungere coloranti.

Altro falso mito: pensare che il pesce fresco sia per forza di cose anche locale. Non è più cosi, anzi accade molte volte il contrario. In un qualsiasi banco pesca, infatti, il consumatore può trovarsi davanti del pesce proveniente anche da 40 paesi differenti, i più dei quali si affacciano sull’Atlantico e sul Pacifico.

La provenienza si può facilmente verificare grazie all’etichetta. Al contrario, è più difficile riconoscerne la stagionalità di cui possiamo essere certi solo se si rispettano i tempi di riproduzione (e quindi il fermo pesca) e se si sceglie di acquistare specie provenienti dai mari a noi più vicini.

In ultima analisi va anche spezzata una lancia a favore di vongole e cozze: non si possono considerare prodotti inquinati a prescindere. Sono invece le specie allevate da privilegiare sotto vari aspetti, soprattutto perché la mitilicoltura è la forma di allevamento più sostenibile.

È importante però che siano allevate in ambienti sicuri e controllati in quanto, non avendo bisogno di mangimi, utilizzano per alimentarsi i microrganismi presenti nell’acqua, filtrandola. Anche in questo caso il consumatore può servirsi dell’etichetta per venire a conoscenza di tutte le informazioni necessarie.

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