Cambiano gli usi e le abitudini dei cittadini nei confronti dell’acqua. Lo conferma Brianzacque, l’azienda pubblica del servizio idrico della provincia di Monza, che abbiamo incontrato per capire cosa “bolle in pentola”
La conferma arriva anche dalla Lombardia e soprattutto dalla Brianza: i mesi più cupi e drammatici della pandemia hanno portato a un aumento dell’uso domestico dell’acqua potabile e a una riduzione del prelievo d’acqua per gli usi industriali e artigianali.
In particolare, il consumo domestico è passato dai 185 litri al giorno per abitante del 2019 ai 193 del 2020 (comunque al di sotto della media italiana di 220).
Variazioni forse prevedibili – più richiesta d’acqua per l’igiene personale, più tempo in casa tra lockdown e smartworking – che ora vengono sancite anche dai numeri e dalle rendicontazioni.
Ma per Brianzacque, l’azienda pubblica del servizio idrico della provincia di Monza, il consumo d’acqua del rubinetto non è l’unico numero in crescita.
Anche nel 2020 il gestore idrico ha confermato un balzo in avanti sia per i risultati di bilancio sia per l’infaticabile capacità di innovarsi e investire in soluzioni sostenibili: da Seveso Stream ai Parchi dell’Acqua, aumentano infatti gli interventi che puntano alla resilienza e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Brianzacque: l’acqua del rubinetto nei numeri di bilancio
L’assemblea dei soci della scorsa settimana ha nominato il consiglio d’amministrazione e per il terzo mandato consecutivo ha confermato presidente e amministratore delegato il 50enne Enrico Boerci. Con lui Gilberto Celletti, vice presidente e Alessia Galimberti, consigliere.
Il bilancio, approvato all’unanimità, si è chiuso con 102,7 milioni di ricavi e un utile di 5,8 milioni (erano stati 4,7 nel 2019), destinato a riserva per finanziare i futuri programmi di investimento.
A proposito di investimenti, nel 2020 Brianzacque ne ha realizzati per 38,5 milioni, incrementandoli di poco meno del 2% rispetto all’anno precedente, nonostante i cantieri chiusi e i lavori rallentati nel primo lockdown della scorsa primavera.
Gli investimenti contro le bombe d’acqua
Gli interventi in corso riguardano il potenziamento dei sistemi di acquedotto, fognatura e depurazione, che sono poi il core business di un’azienda idrica, ma che da qualche anno sempre più spesso sembrano andare oltre per cercare soluzioni nuove a problemi emergenti.
Per esempio, la gestione delle bombe d’acqua, una delle manifestazioni più violente dei cambiamenti climatici nei centri abitati.
Proprio al contenimento delle acque meteoriche sono dedicati i Parchi dell’Acqua, un progetto presentato da Brianzacque lo scorso febbraio e cofinanziato da Regione Lombardia che prevede la riqualificazione di aree urbane marginali.
I primi due parchi dell’acqua si stanno già concretizzando ad Arcore e in una fascia di territorio tra Bernareggio e Carnate, mentre un terzo intervento è in progettazione fra Sulbiate e Aicurzio.
Gli interventi previsti sono in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 per la regimazione delle acque e riprendono le buone pratiche introdotte con successo negli ultimi anni in diverse città europee, da Essen a Rotterdam a Copenaghen (anche se l’idea delle città-spugna, adattate per assorbire e riutilizzare l’acqua piovana, in realtà pare sia nata in Cina).
Di fatto, i Parchi dell’Acqua progettati da Brianzacque con lo Studio Land e il Parco Agricolo Nord Est sono un’evoluzione delle tradizionali vasche volano e prevedono dei bacini di infiltrazione per la raccolta delle acque meteoriche, calpestabili in condizioni di asciutto e fatti di canali, percorsi pedonali e ciclabili, piazze, aree giochi e spazi per pic-nic, eventi e orti urbani.
I droni per la tutela del fiume Seveso
L’innovazione tecnologica è invece al centro di Seveso Stream, il progetto in corso in questi mesi che prevede l’uso dei droni per censire gli scarichi inquinanti lungo il fiume.
In questo caso, l’intervento impegna non solo Brianzacque ma anche i gestori idrici dell’area metropolitana (Gruppo Cap) e di Como (Como Acqua), con Regione Lombardia, Fondazione Lombardia per l’Ambiente e AiPo.
Obiettivo “restituire ai cittadini un fiume da vivere e godere in sicurezza” accelerando il normale censimento degli scarichi che tradizionalmente veniva compiuto solo attraverso sopralluoghi sull’alveo di un fiume, con un impiego di risorse, tempo ed energia sicuramente più elevato rispetto al volo di un drone, che permette di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.
Un esempio interessante di integrazione operativa tra enti pubblici, autori di controllo e gestori idrici sotto il segno dell’innovazione e della tutela ambientale.
Il bilancio di sostenibilità… allargato
Ma è ancora più ampia la rete di soggetti aggregata da Brianzacque in quella che al momento sembra un’impresa quasi visionaria: realizzare il primo caso italiano di Bilancio di sostenibilità partecipato territoriale, unificando 57 soggetti tra realtà pubbliche e private della provincia.
L’idea è mettere a sistema le buone pratiche di sostenibilità – sociali, ambientali ed economiche – e avviare una prima misurazione del contributo del Sistema Brianza per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, coinvolgendo la comunità verso un modello di sviluppo sostenibile.
(testo redatto da Federica Maggio)












