Le associazioni ambientaliste chiedono politiche di lungo periodo per tutelare salute, ambiente e aziende agricole, mentre le proteste dei trattori e la diffusione di virus negli allevamenti intensivi evidenziano la fragilità del sistema attuale
Il settore agricolo e zootecnico italiano si trova in una fase di forte crisi. Da un lato, le proteste degli agricoltori riportano l’attenzione sulla scarsa sostenibilità economica del modello produttivo attuale.
Dall’altro, la diffusione di virus come l’influenza aviaria e la peste suina africana solleva preoccupazioni sulla sicurezza sanitaria degli allevamenti intensivi.
Greenpeace Italia, Isde – Medici per l’Ambiente, Lipu, Terra! e Wwf Italia sostengono che il problema non risieda nelle misure ecologiche, ma nell’assenza di politiche strutturali capaci di garantire un futuro sostenibile per il settore.
Le associazioni propongono un cambiamento profondo del modello zootecnico, basato su principi agro-ecologici. Nel marzo 2024 hanno presentato alla Camera dei Deputati la proposta di legge Oltre gli allevamenti intensivi, attualmente in attesa di discussione.
Questo testo mira a favorire una transizione verso sistemi agricoli meno impattanti, riducendo la densità degli animali negli allevamenti e promuovendo il benessere animale, con l’obiettivo di garantire sia la salute pubblica sia la sostenibilità economica delle aziende.
L’influenza aviaria, in particolare, rappresenta una minaccia crescente. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, il virus H5N1 potrebbe adattarsi agli esseri umani e favorire future pandemie.
In Italia, tra ottobre 2024 e gennaio 2025 si sono registrati oltre 70 focolai, coinvolgendo più di quattro milioni di volatili domestici. Anche la peste suina africana continua a diffondersi: dal 2022 sono stati accertati 478 focolai, con oltre 100mila suini abbattuti solo nel 2024.
Vittorio Guberti, veterinario dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ed esperto di peste suina, sottolinea l’importanza di rivedere la densità degli allevamenti e di migliorare il benessere animale.
Un miglioramento delle condizioni di vita degli animali non solo ridurrebbe il rischio di epidemie, ma garantirebbe anche una maggiore produttività per gli allevatori.
Di fronte a questa situazione, le cinque associazioni ambientaliste stanno inviando ai Comuni italiani una mozione a sostegno della proposta di legge, chiedendo alle amministrazioni locali di partecipare al dibattito.
Il testo prevede un piano di riconversione del settore finanziato da un fondo dedicato, con l’obiettivo di sostenere le piccole aziende agricole e favorire una produzione basata su pratiche agro-ecologiche, efficienza delle risorse e cibo di qualità.
La crisi del settore agricolo e zootecnico non può essere affrontata con misure emergenziali e risarcimenti a breve termine. Serve un ripensamento del modello produttivo per garantire la sopravvivenza delle aziende, tutelare la salute pubblica e proteggere l’ambiente.












