Questa la sintesi della richiesta dei 607 deputati europei che hanno adottato una risoluzione non legislativa per fermare il traffico degli animali
Il Parlamento Europeo scende in campo a favore degli animali con nuovi provvedimenti per bloccare il commercio illegale di cani e gatti.
Mercoledì 11 febbraio alcuni deputati europei hanno adottato una risoluzione non legislativa per chiedere un’iniziativa contro il commercio illegale di animali da compagnia, che – sostengono i partecipanti all’iniziativa – è causa di sofferenze per gli animali, di diffusione di malattie e genera introiti elevati per la criminalità organizzata internazionale.
La risoluzione è stata approvata con 607 voti favorevoli, 3 contrari e 19 astensioni.
I deputati del Parlamento Europeo, per fermare il traffico degli animali, hanno chiesto:
- un sistema comunitario obbligatorio per la registrazione di cani e gatti
- una definizione UE degli impianti di allevamento commerciale su larga scala, noti come fabbriche per cuccioli
- una migliore applicazione della normativa esistente e sanzioni più severe
- iniziative per incoraggiare le persone ad adottare, piuttosto che acquistare, animali domestici
Si stima che ogni mese vengano scambiati tra i paesi dell’UE circa 46.000 cani, la maggior parte dei quali non è registrata. Una parte degli allevatori commerciali sta inoltre abusando della legislazione UE sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (Regolamento UE n.576/2013), per scambi di natura economica.
La speranza è che si possa arrivare in breve tempo a impedire questi traffici illeciti. Certo è che, aspettando le iniziative di carattere politico e giuridico, i nostri comportamenti sono fondamentali.
Troppe sono infatti ancora le persone che acquistano cani o gatti di razza provenienti da allevamenti abusivi, spesso in mano a organizzazioni criminali, senza nemmeno porsi delle domande.
E in ogni caso un cane o un gatto accolti in famiglia non hanno prezzo. Un amico non si compra! Questo vale sempre.












