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A scuola, dove si parla di buone pratiche Green

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educazione alla sostenibilità
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il Green è tra le risposte più efficaci alla diffusione crescente di disturbi comportamentali, emotivi e fisici tra i più giovani. Cosa sta facendo la scuola per avvicinare i giovani alle buone pratiche, aiutate anche da associazioni ambientaliste e aziende

La sindrome da deficit di natura è stata teorizzata nel 2005 da Richard Louv, autore americano che ha studiato a lungo gli effetti del crescente allontanamento dagli ambienti naturali.

La sindrome, probabilmente causata da una combinazione di ansie dei genitori, sempre più protettivi nei confronti dei propri figli, politiche urbanistiche carenti e pervasività dei media, sarebbe uno dei fattori implicati nell’incremento delle sindromi da deficit di attenzione e iperattività e avrebbe un ruolo nelle forme depressive e nel calo dei risultati scolastici.

Louv ha elaborato la sua teoria all’inizio del XXI secolo e da allora non si può dire che, almeno nel nostro paese, le cose siano migliorate.

L’80% degli spazi urbani sono infatti occupati dalle auto, mentre bambini e adolescenti passano sempre più tempo davanti alla televisione o connessi a device elettronici.

Sostenibilità è anche quella sociale

Proprio i più giovani sono al centro dell’iniziativa che vede protagonisti Procter & Gamble, multinazionale che opera nel settore dei beni di largo consumo e Wwf.

La partnership, che rientra nel programma di iniziative di sostenibilità sociale e ambientale di P&G, si sostanzia in 4 azioni.

In primo luogo, P&G sosterrà la realizzazione di almeno 50 Aule natura, il progetto del Wwf che punta ad aprire aree verdi nelle scuole e negli ospedali. Queste aule sono dotate di orti, siepi, stagni e giardini in cui i bambini possono imparare e fare esperienze a contatto con la natura.

La multinazionale contribuirà poi a ReNature Italy, con cui l’associazione ambientalista si è data l’obiettivo di tutelare il 30% del territorio italiano entro il 2030, creando nel contempo corridoi naturalistici e ripristinando la biodiversità nelle aree degradate.

Sempre nel campo della formazione, P&G darà supporto a corsi universitari nelle facoltà di management, in modo da orientare i futuri dirigenti verso scelte davvero sostenibili.

Infine, la multinazionale, che afferma di aver già dimezzato le proprie emissioni di CO2 e di coprire con fonti rinnovabili il fabbisogno energetico dei suoi impianti di produzione, collaborerà con il Wwf per realizzare una campagna di sensibilizzazione sui temi del consumo consapevole e dello smaltimento e riutilizzo dei prodotti.

Piantiamo un altro albero

La competizione rientra tra le iniziative previste nell’ambito di Scuola ForestaMi, la sezione dedicata alla scuola di ForestaMi, il progetto di forestazione urbana che ha l’obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 nella città metropolitana di Milano.

Scuola ForestaMi è stato pensato come un programma pluriennale di attività educative sui temi della sostenibilità e della forestazione urbana, indicata da più parti come una delle strategie più efficaci per contrastare i cambiamenti climatici.

Oltre a iniziative come le scuole plastic free e l’outdoor education, Scuola ForestaMi ha in programma attività di formazione per i docenti della scuola secondaria sulla sostenibilità ambientale e le Uscite in foresta, durante le quali gli studenti dell’infanzia, delle primarie e secondarie di primo grado potranno piantumare degli alberi presso i centri di forestazione urbana presenti nella città di Milano.

Infine, Scuola ForestaMi, realizzato dal Comune di Milano e curato dal Parco Nord Milano con il contributo di Axa Italia, ha in programma anche Il respiro del pianeta, un laboratorio di didattica digitale che, non appena si allenterà la stretta del Covid, si svolgerà nel padiglione Oxy.gen, la struttura a forma di bolla che è stata costruita su uno dei laghetti del Parco Nord.

L’iniziativa prende spunto dalla fotosintesi clorofilliana e dal concetto di biodiversità, per arrivare a sottolineare l’importanza dei parchi urbani e delle foreste.

Focus spreco cibo

Torna in classe anche la tematica contro lo spreco del cibo con Whirlpool che è alla quinta edizione di Momenti da non sprecare, un progetto di educazione alimentare per la scuola primaria.

I dati globali non sembrano incoraggianti, a oggi la Fao riporta che più di 690 milioni di persone soffrono la fame e circa 3 miliardi di esseri umani non hanno accesso a una dieta sana ed equilibrata.

Guardando i dati italiani, sembra che una presa di coscienza dei consumatori si stia sviluppando. Secondo il report pubblicato da Waste Watcher International Observatory, nel 2020 lo spreco alimentare in Italia ha avuto un forte calo, circa il 12% in meno pro capite rispetto all’anno precedente.

Certamente, la condizione di lockdown ha influito nettamente e ha incentivato le persone a reinventare gli avanzi in nuove gustose ricette, ma è un segnale incoraggiante da tenere in costante osservazione per il futuro.

È evidente come l’argomento ha l’obbligo morale di essere affrontato e risolto usando tutti i mezzi disponibili. Anche partendo da un’educazione alimentare che coinvolge i più giovani.

Madre Natura insegna

Vi segnaliamo, infine, un altro progetto ambizioso, Madre Natura, ideato dall’Istituto Superiore di Sanità con il contributo del Ministero della Salute.

Secondo i dati dichiarati sul sito del progetto, fino al 2018 sono state 200 le scuole coinvolte, per un totale di 55.000 studenti. Ci auspichiamo che anche questo progetto possa continuare e coinvolgere sempre più un numero elevato di scuole.

Il cibo non è esclusivamente mera fonte di energia, ma a esso sono collegate emozioni, cultura, sensazioni, piacere, convivialità, solidarietà e sostenibilità.

Il cibo è molto più di ciò che vediamo su un piatto. Il cibo è vita. Ed è giusto sensibilizzare partendo dalle scuole primarie, perché i giovani di oggi avranno delle responsabilità importanti e dovranno essere in grado di rispondere ai cambiamenti che inevitabilmente avverranno sul nostro Pianeta.

Occorre sensibilizzare il rapporto che gli alunni hanno con il cibo, per mangiare con consapevolezza presentando l’intera filiera alimentare e tutti gli attori coinvolti, animali e ambiente compresi.

Gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale, per far capire ai loro alunni l’impatto sociale e ambientale che hanno gli avanzi nelle mense scolastiche.

Spesso, la mensa scolastica subisce forti critiche, pertanto non bisogna tralasciare l’importanza del gusto. Occorre partire da materie prime semplici, stagionali, fresche e buone per far apprezzare ancor di più l’importanza del cibo agli studenti.

La potenzialità di questi progetti educativi, come Momenti da non sprecare e Madre Natura, risiede nel loro impatto di propagazione.

Partendo dagli studenti delle scuole elementari si vuole sensibilizzare tutti a loro più vicini. Gli studenti ne parlano nelle loro case, i genitori ne parlano a colleghi e amici e così l’effetto si perpetua a cascata.

È un invito alle scuole, alle insegnanti, alle famiglie e a tutti gli alunni. Facciamo entrare l’educazione Green  nelle scuole primarie, insegniamo ai bambini come diventare una migliore generazione di quelle che l’hanno preceduta.

(ha collaborato Filippo Casè)

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