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Tutto è pronto per un pranzo di Natale sostenibile e salutare

città: Milano - pubblicato il:
pranzo di natale
Foto di Jennifer Pallian (Food Photographer - Unsplash)

Il pranzo di Natale rappresenta un momento topico delle feste e va affrontato in maniera informata e sostenibile, per evitare sprechi ma anche per non creare problemi al proprio benessere fisico

Natale, il momento tanto atteso tutto l’anno è arrivato: i bambini aspettano il momento di aprire i regali e i commercianti hanno potuto godere di un periodo in cui la ruota dell’economia gira – anche se in modo meno veloce di una volta.

Nel mezzo i normali cittadini che hanno affrontato il periodo che precede il pranzo di Natale – o della vigilia a seconda delle tradizioni locali – cercando di acquistare i prodotti migliori per i presenti natalizi e senza lesinare gli investimenti gastronomici.

Ecco allora che – leggendo i dati di una ricerca svolta da Tiendeo.it, azienda esperta in cataloghi digitali – si vede che la previsione della spesa media per il pranzo di Natale è di circa 150 euro – oscillando tra i circa 110 euro minimi a un massimo di circa 190 euro – che serviranno per acquistare alcuni classici cibi come l’insalata russa, il salmone affumicato, lo spumante e il panettone (o il pandoro).

Gli acquisti gastronomici, dunque, pur a costo di sacrifici, caratterizzano il Natale degli italiani ai quali quest’anno si chiede un po’ di sostenibilità anche a tavola.

Ecco allora che per godersi il pranzo di Natale senza avere un impatto ambientale troppo elevato, nel fare la spesa si possono privilegiare i prodotti di stagione e locali, in modo da limitare le emissioni di CO2 per il trasporto degli alimenti.

I più attenti, inoltre, possono seguire i 5 consigli di Greenpeace per portare in tavola, oltre alle golosità che a tutti piacciono, anche un po’ di rispetto dell’ambiente e di sostenibilità:

  1. apparecchiamo la tavola delle feste senza impiegare piatti, cannucce, tovaglioli e bicchieri usa e getta. Se proprio non riusciamo a eliminare interamente l’usa e getta facciamo a meno della plastica: sono disponibili diverse alternative compostabili
  2. privilegiamo prodotti provenienti da agricoltura biologica, locali, stagionali e liberi da Ogm
  3. consumiamo il pesce giusto. Impariamo a leggere l’etichetta e a consumare meno e meglio: evitiamo merluzzo, salmone, gamberi, tonno rosso e pesce spada. Scegliamo il pesce fresco locale e stagionale che viene offerto dalla piccola pesca artigianale
  4. riduciamo il consumo di carne e derivati, limitandolo a una o due porzioni a settimana. Iniziamo a farlo proprio dai giorni di festa. Se proprio non se ne può fare a meno, scegliamo carne proveniente da allevamenti ecologici e da produttori che si conoscono direttamente. Gran parte della carne in commercio proviene da allevamenti intensivi, seconda causa di formazione di polveri sottili in Italia, più di auto, moto e dell’industria
  5. evitiamo di seguire le mode alimentari insostenibili: diversi prodotti esotici come ananas, datteri, avocado e papaya, oltre ad arrivare da molto lontano, possono provocare deforestazione e sfruttamento dei lavoratori nei paesi di provenienza

Inoltre è possibile – tutto l’anno – utilizzare le indicazioni dell’ecomenu che ci consiglia come fare una spesa salutare, attenta all’ambiente e non penalizzante per le nostre papille gustative.

Prestate particolare attenzione a non sprecare cibo e a differenziare bene i vari rifiuti che vi troverete a gestire dopo l’apertura dei regali e dopo aver cucinato.

Il pranzo di Natale e il vostro benessere fisico

Sappiamo a cosa state pensando: nonostante vi siate applicati cercando di acquistare prodotti sostenibili, locali, che hanno poco impatto ambientale, tuttavia continuate a considerare che il vostro giro vita sia destinato ad allargarsi, senza speranza una volta superato il periodo dei pranzi e dei cenoni.

Già vi vedete costretti, a gennaio, ad allargare i vestiti o a ricorrere a diete ferree per tornare nei limiti prenatalizi… Non è detto che sia vero!

Infatti la nutrizionista olistica Emanuela Caorsi ci svela alcuni preziosi segreti per uscire indenni dalla trappola del cibo natalizio. Il primo è quello di godersi il momento di festa, senza pensare troppo alle calorie o alla linea: non sarà un pasto un po’ più abbondante a mandare all’aria ciò che avete fatto fino a quel momento.

In ogni caso ecco i suoi consigli:

  1. per favorire il senso di sazietà e depurare l’organismo è consigliabile assumere un bel piatto di verdure ricche di fibra. Non tristi verdure al vapore, ma insalate sfiziose, come quella di finocchi, arance e pistacchi o broccoli al forno con noci, feta e melograno
  2. non esagerate con il Mix & Match: più alimenti si mangiano durante lo stesso pasto, più la digestione diventa difficile perché l’organismo non capisce cosa debba assimilare prima o dopo. Cercate di trattenervi con gli antipasti, scegliendone solo un paio, per poi concedervi le altre portate
  3. se riuscite ad arrivare a fine pasto senza sentirvi esplodere è già un’ottima cosa: la vostra digestione non ne risentirà e vi sveglierete senza quei fastidiosi occhi gonfi dovuti a una digestione lenta e a un fegato affaticato. Il segreto è assaggiare un po’ di tutto senza esagerare
  4. la frutta a guscio contiene delle sostanze che inibiscono il funzionamento dei nostri enzimi digestivi: meglio non esagerare con noci, nocciole, pistacchi e affini, per non rischiare di rallentare la nostra digestione, raccomanda la nutrizionista
  5. frutta a fine pasto? Preferite quella disidratata: la frutta fresca a fine pasto andrebbe evitata perché fa fermentare gli alimenti appena ingeriti
  6. visto che spesso le cene sono accompagnate da vino e bollicine che tendono ad acidificare il corpo e a sovraccaricare il fegato, per evitare di svegliarsi con il cerchio alla testa il giorno dopo, è consigliabile assumere un basificante prima del riposo notturno, ovvero un mix di minerali facile da trovare anche in farmacia – oppure con una limonata calda con una foglia di alloro
  7. il giorno dopo un pasto in meno: “il mio consiglio è di digiunare, saltando un pasto e bevendo solo acqua calda fino al pasto successivo” spiega Emanuela CaorsiQuindi se fate il cenone, saltate la colazione e pranzate il giorno dopo oppure, se fate il pranzo, saltate la cena e fate colazione il giorno dopo. Mangiare il pasto successivo solo quando si ha genuinamente fame e si sente il famoso buco nello stomaco è importantissimo

Un elemento che sta diventando sempre più protagonista in famiglia durante la progettazione del pranzo di Natale è certamente quello legato al tipo di alimentazione degli invitati: vegani e vegetariani sono sempre più numerosi e, di conseguenza, i nostri menu devono tenerne conto.

Nel periodo natalizio non si può certo litigare mettendosi a tavola: ecco allora che rispettare gusti, tradizioni, etica cruelty free, salute personale e ambientale è possibile adottando i menu che FunnyVeg Academy ha ideato per Lav a supporto dell’iniziativa Merry Veg Xmas 2019.

Quattro portate ideate da esperti del settore, ma semplici da eseguire, in grado di stupire gli ospiti e di creare l’atmosfera di festa: l’aperitivo invitante Cremosa speziata di Paola Castellani, il primo appetitoso Roll di lasagne di Giulia Giunta, il secondo sfizioso Delizie di lenticchie rosse di chef Simone Salvini, impiattato dai suoi allievi della Ghita Academy, e un dessert affascinante, che viene da lontano, la Babka all’uvetta e cannella, firmata Veggie Situation.

La scienza medica ci viene in aiuto

La natura ha fornito al corpo umano un programma di allenamento cellulare che può difenderci efficacemente dallo stress della vita moderna e dal tour de force gastronomico del periodo natalizio. Si chiama ormesi e si basa su un semplice principio: provocare un meccanismo di protezione per la cellula attraverso un piccolo segnale stressogeno.

Come un atleta che deve prepararsi per un evento importante pianifica un programma di allenamento che gli permetta nel tempo di tollerare sforzi sempre maggiori, così le nostre cellule, per sopportare eventi stressogeni (batteri, tossine, agenti tossici), hanno bisogno di abituarsi gradualmente con segnali di bassa intensità” spiega il dottor Antonio Maone, medico dello sport e ideatore del Wellness Molecolare.

Un piccolo segnale stressogeno infatti attiva le cellule a produrre una classe particolare di proteine dette Heat Shock Proteins o Hsp (il nome deriva dal fatto che sono state scoperte osservando la risposta cellulare al calore, ma in realtà qualsiasi stimolo stressante ne induce la sintesi).

Questi sono potenti agenti riparatori in grado di correggere i danni cellulari già al momento dell’esposizione dello stimolo stressogeno. Quindi piccoli stress controllati dai processi ormetici, possono aumentare la produzione di queste proteine riparatrici e rendere la cellula più resistente e protetta.

In natura esistono molti segnali che possono esercitare azione stressogena ormetica: esercizio fisico, sbalzi di temperatura, piccole dosi di esposizione a raggi Uv presenti nell’ambiente, e soprattutto le sostanza conosciute come fitonutrienti, presenti nei cibi vegetali.

Come restare in forma e in salute in questo periodo allora? “La soluzione potrebbe essere quella di attivare il sistema di protezione secondo i principi dell’ormesi per proteggere le nostre cellule durante questo periodo. Possiamo produrre stimoli ormetici per le nostre cellule attraverso una strategia di 3 elementi combinati: aumentare il consumo di cibi vegetali freschi e di stagione per la presenza dei fitonutrienti; ridurre gradualmente l’apporto calorico giornaliero (restrizione calorica) fra un pranzo e l’altro; fare movimento ed esporsi gradualmente a temperature fredde” conclude Maone.

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