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Siamo al verde: per fortuna (più il verde ci circonda e meglio è)

convegno green
Foto di Free-Photos da Pixabay

Le piante e la natura sono alleate della vita, non possiamo farne a meno. Fin dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre coltivato una connessione profonda con la natura per stare bene. Il convegno organizzato da Edizioni Green Planner per Myplant & Garden ha fatto il punto su studi, ricerche e progetti sul legame fra salute, benessere e green.

Siamo sempre più al verde… per fortuna. Il convegno organizzato da Edizioni Green Planner, moderato dal direttore M. Cristina Ceresa, per Myplant & Garden dal titolo È tempo di benessere, è tempo di green… in tutte le sue declinazioni ha posto l’attenzione su tutti gli effetti benefici della natura e al valore del verde e delle piante che incidono profondamente, come ormai dimostrato, sulla salute e sulla qualità della vita.

“E così – come dice all’inizio dei lavori proprio il direttore di Greenplanner.it – forse riusciremo a dare alla locuzione essere al verde un valore positivo perchè sinonimo di ricchezza di ossigeno e bellezza“.

Il convegno si è svolto in streaming, ma era stato organizzato come apertura della manifestazione Myplant & Garden che, purtroppo, ha dovuto annullare le ultime due edizioni a causa della pandemia.

“La nostra manifestazione – spiega la portavoce Valeria Randazzo – ha un legame stretto con il benessere, i nostri espositori rappresentano tutta la filiera del verde. Gli ultimi dati disponibili del 2019 indicano un buon andamento del mercato orto-florovivaistico italiano e un incremento dell’export registrato negli ultimi 5/6 anni.

Questo dato coincide con la nascita della nostra manifestazione: senza volerci prendere tutti i meriti, ci auguriamo di avere avuto un ruolo nella crescita del settore. La nostra fiera offre una vetrina importante agli operatori del settore che hanno la possibilità di incontrarsi, confrontarsi e fare business.

Le fiere in presenza sono insostituibili e come ha dichiarato anche Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane): ogni anno sono 200.000 le aziende che scelgono le fiere italiane con un indotto che supera i 60 milioni di euro.

I rapporti umani consolidano gli affari e l’economia. Ci auguriamo di tornare a fare la fiera in presenza, come auspicano anche le nostre aziende espositrici e i visitatori. Anche la cultura del verde è parte del nostro Dna: la nostra fiera conta a ogni edizione oltre 50 incontri dedicati all’ecologia, all’ambiente, all’innovazione, alla sostenibilità.

Attraverso diverse collaborazioni, siamo promotori dell’economia circolare, dell’innesto del verde negli ambienti indoor e nella cura degli spazi aperti. Riconosciamo il valore, anche scientifico, del ruolo del verde nella vita sana, nel benessere, nella salute“.

A ribadire l’importanza del verde nella vita di tutti i giorni anche Gianpietro D’Adda, presidente del Consorzio Myplant & Garden che ha aggiunto: “Il verde è ovunque. Il trend si è consolidato ormai da tempo. La pandemia ha amplificato nelle persone la necessità di verde, a partire dai privati.

Dopo il lockdown, infatti, abbiamo registrato un picco di richieste per piante da esterno e da interni. Un contributo lo ha dato anche il settore immobiliare che ormai prevede nelle nuove costruzioni ampi spazi da dedicare ai giardini e alle piante, per non parlare del bonus verde che offre detrazioni fiscali a chi investe nel green.

Il verde nelle città contribuisce alla lotta al climate change abbassando il riscaldamento, oltre ad avere comprovati effetti benefici sulla salute psico-fisica dei cittadini”.

Amore per il verde, amore per la vita

L’aria che respiriamo – anche negli ambienti indoor – è uno degli elementi fondamentali per la nostra salute. Su questa base anche a Milano è arrivata la Fabbrica dell’aria.

Giovanni Storti, celebre attore del trio Aldo Giovanni e Giacomo, è diventato testimonial di questa iniziativa che si può respirare in Green Media Lab, agenzia di comunicazione Bcorp che ha sede in via Tertuliano, a Milano.

Il progetto, si sa, nasce dagli studi del botanico Stefano Mancuso e di Pnat che ha inserito in una sorta di grande armadio la giusta quantità di piante tropicali selezionate che filtrano l’aria e assorbono la CO2 purificandola creando un ambiente salubre in cui respirare aria finissima.

Una vera oasi per chi lavora in quegli spazi come ha dimostrato Daniele Denegri, owner di Green Media Lab.

Abbiamo proprio bisogno di stare accanto alla Natura. Lo ribadisce Giuseppe Barbiero, docente di ecologia all’Università della Valle d’Aosta, che al convegno ha spiegato da dove nasce la nostra propensione al verde: “La biofilia è un’attitudine innata negli esseri umani, una pulsione fondamentale che ci spinge verso la Natura e il verde, come già indicato da Erich Fromm.

Pensiamo alle missioni spaziali: gli uomini sono sempre andati alla ricerca di altre forme di vita. Noi entriamo continuamente in relazione con gli ambienti vitali, così come hanno sempre fatto i nostri antenati fin dalla preistoria.

Siamo affascinati dalla Natura e cerchiamo un’affiliazione con essa. La Natura è un mezzo per recuperare dalla fatica mentale e per ridurre lo stress. A Milano abbiamo contribuito a un progetto di ricerca dell’Università di Milano ceh ha riqualificato il Giardino di San Faustino all’Ortica dedicato agli anziani delle Rsa che hanno mostrato benefici sulle facoltà mentali e a livello emotivo. Conoscere la Natura, viverla e capirla per proteggerla”.

Stop all’inquinamento indoor

“Il concetto di biofilia è importante perché le ricadute sulla salute sono evidenti – ha fatto eco Alessandro Miani, presidente Sima – Società italiana di Medicina ambientale, che ha illustrato un importante progetto che è partito dalle scuole della martoriata città di Taranto.

“Portare le piante nelle scuole non è solo fare educazione ambientale ma è l’occasione per creare un contatto concreto tra i più giovani e la natura. Abbiamo donato tre piante a ogni classe di tutte le scuole della città, piante che si cibano di inquinanti tossici e nocivi, in grado di agire già dopo 48 ore.

Ogni anno replicheremo questa attività in città diverse. Abbiamo anche altri progetti che riguardano la riforestazione urbana selettiva per offrire alle città le piante più idonee alla fito depurazione. Abbiamo studiato insieme al Cnr un nuovo clone di pioppo in grado con le sue radici che raggiungono i 6 metri di profondità di bonificare terreni altamente inquinati.

Le piante contrastano l’inquinamento e il cambiamento climatico. In Italia si registrano oltre 80mila decessi prematuri dovuti all’inquinamento. I bambini delle scuole primarie sono i soggetti target per incrementare la cultura del verde, quello che imparano in questa fase resta per tutta la vita“.

Legiferare sul verde nel verde

Marco Zullo, europarlamentare e promotore del progetto NatureCallsNature sta cercando di realizzare al terzo piano del Parlamento Europeo a Bruxelles, luogo di incontro e di passaggio, un giardino indoor.

L’europarlamentare – supportato dai dati della ricerca scientifica condotta da GreenArco, Università di Bologna – è convinto che la creazione di una connessione profonda con la natura sia il presupposto per prendere decisioni in sua difesa.

Stimolare questa connessione può aiutare i parlamentari a legiferare meglio. La speranza di Zullo è quella di potere estendere questo approccio ad altri uffici, luoghi pubblici e case di cura dove l’elemento green può essere di grande aiuto anche per i degenti.

Ma ora che abbiamo capito che più piante ci circondano meglio è, quali conviene scegliere per mettere indoor?

Stefano Pagano, blogger di Greenplanner.it, con passione ed entusiasmo ha dato alcuni consigli sulle piante che purificano gli ambienti. Le piante sono anche una terapia anti-stress con la loro bellezza ci rallegrano, soprattutto nei momenti difficili.

Le piante ci proteggono dagli agenti inquinanti ma anche da batteri, virus, muffa che si insinuano nelle nostre case. Si può fare tanto, con poco.

Ecco allora le piante consigliate: la Beaucarnea mangia-fumo con la sua forma simpatica che ricorda un albero in miniatura, la Sansevieria variegata di giallo o la Zamia con le sue spade verdi, molto ornamentali e spesso usate negli spazi pubblci, anche perché non richiedono molte cure.

La Felce di Boston dalle foglie piccole che sta benissimo nei cestini pensili, il Pothos con le sue foglie a forma di cuore che infondono ottimismo; lo Spathiphyllum con il suo fiore bianco e le belle foglie verde intenso. Sono piante facili da curare, il segreto è osservarle perché ci sanno comunicare quello di cui hanno bisogno.

Terra ai cittadini

Un’interessante esperienza è quella del Parco Segantini di Milano raccontata dal suo presidente, Riccardo Casalegno.

Una piccola comunità costituita da circa 200 persone si è data da fare per bonificare un’area abbandonata di 90.000 metri quadrati e concessa in gestione dal Comune.

Il risultato? Da landa deserta quest’area, gradualmente, un passo alla volta grazie alla collaborazione di esperti, si è trasformata in un parco rigoglioso dove sono state piantate 1.400 piante autoctone, centro di ritrovo e convivialità.

Qui si misura la qualità dell’aria e si fanno attività educative per i cittadini e si coltiva un orto collettivo. Questo progetto ha valorizzato l’ambiente urbano e il tessuto sociale creando occasioni di benessere per la comunità.

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